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IN ONDA ADESSO Essenza Rock / 14:00 - 16:00
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LE INTERVISTE DI ALTERNOTE PLUS

 

Tuasorellaminore non è un semplice nome d’arte creato ad hoc per acchiappare l’attenzione della gente, ma spesso accade che riesci in qualcosa soprattutto quando non te la sei prefissata come primaria..
Tuasorellaminore poteva essere solo..Tuasorellaminore!
E’azzeccatissimo e ne converrete tutti quando ascolterete la sua storia.
Di storie belle ce ne sono tante, ma questa è una di quelle che ti lascia quel retrogusto di dolce, di genuino, di coerente, di ricercato..e anche tanto coraggioso.
Lo dico subito, non riuscirò ad essere troppo oggettivo, a volte è difficile non farsi prendere quando sei subito catturato dalla bontà di un progetto.
E forse forse è un bene non essere espertissimi del pianeta Musica, perché ti affidi al tuo istinto e basta, senza nessun commento precedente che magari condizioni la tua percezione.

Iniziamo con il dire che si, il nome è un richiamo alla sorella più giovane e credo che una prima considerazione si allacci al fatto che stiamo parlando di una ragazza che gia dedica la propria carriera alla persona più importante, quindi con un’idea già nitida e trasparente di quello che è e che sarà..

Credo che sia capitato un po’ a tutti di ascoltare un artista dedicare un successo ad un figlio, ad un amore, ad un amico che magari non c’è più..
Ma dopo, non prima, non agli albori..
Così è più difficile, più responsabilizzante, ma chi lo fa sa già che potrà essere solo così, domani non cercherà frasi ad effetto, non cercherà di ingraziarsi nessuno con dichiarazioni d’amore..

Lunedì sera era da noi di Alternote su MgRadio, con il suo manager Giulio Scardicchio.
Chi non ci ha seguiti si fidasse che, i primi 10/15 minuti sono stati davvero difficili, per connessioni ballerine e una home edition che tutto è stata tranne che serena..
Ma chi sa il fatto suo non si innervosisce, non teme l’imprevisto, lo accetta perché sa che può capitare, e questa già di per se è una prova di maturità.
La puntata è poi trascorsa carinamente, tra domande, piccoli assaggi di repertorio live, battute, il racconto di qualche aneddoto, insomma classicamente..
Il postpuntata invece, costituito da un’intervista a botta di messaggi vocali a 3, è stato ancora meglio, e anche questo se vogliamo sorprende, e pian piano fanno conoscere il personaggio.
Di solito in una trasmissione si regalano aneddoti, si spiegano certe dinamiche, certe decisioni, certe idee, si sfrutta l’occasione dello streaming e quindi delle visualizzazioni.
Niente di tutto questo, o comunque molto molto poco almeno rispetto a dopo..
Perché dopo mi hanno spoilerato tutto..
Dagli studi fatti alle città vissute, dall’idea di music business al comportamento dei discografici di ieri e di oggi, da quello che si è a quello che si vuole diventare, e vi assicuro che si spazia dall’antico (davvero molto antico) alla..campionatura della voce di De Caro!
Mi è stato dato il permesso di parlarvene a mia totale discrezione, ma io non lo farò o almeno non lo farò totalmente perché non è giusto svelare troppo, un po’ come lei che si rende disponibile ma solo e soltanto dietro occhiali da sole e foulard..

E allora raccontiamo il perché, questo mi sembra giusto, sperando di non parlare troppo poco per via di un mio processo di responsabilizzazione eccessivo (se penso che oggi anticipare 2/3 frame di una serie tv è praticamente un delitto, capite bene la mia scelta)..

“.. È un progetto inedito, attualmente composto da una intro ed un bonus track, diverso dai singoli che usciranno, e nasce dal bisogno di crearmi uno spazio personale in cui essere me stessa..amare la musica è una cosa, il modo di fare musica oggi però è molto particolare..
È molto facile oggi che una cantante venga presa, magari sei una bella ragazza, e con un tacco, una minigonna e un reggiseno di pizzo in evidenza il gioco è fatto.
Viva la femminilità, ci mancherebbe altro, ma non deve interferire con il tuo valore, per me essere intriganti, avere una forte personalità è sicuramente più sexy.
Spesso davanti a te trovi qlcn che mentre parli non sta nemmeno ad ascoltarti, già preso dal suo iniziare a plasmarti a suo piacere..
Qlcn che ti dice che ogni 40 secondi ci deve essere il ritornello o che il pezzo debba durare massimo 2 minuti..
Ecco, questo a me non va bene, assolutamente no, non diventare per forza qualcosa che vogliano gli altri è stata la promessa che mi sono fatta!
Attenzione, là fuori ci sono tantissime fighe con carriere già mostruose, quindi la formula è ancora vincente, ma non mi interessa, ed ecco perché mi autoproduco e sono favorevolissima alle piccole, anzi minuscole Etichette indipendenti, dove ancora si riesce a lavorare come si vuole.
In giro c’è tanta gente davvero competente, più che in certi programmi, anzi per favore, evitiamo proprio l’argomento..”
Ed io non posso che obbedìre, alla fine è palese che a volte capita di vedere un giovane giudicato da chi ha 1/10 di competenze sufficienti per poterlo fare.

Francesca, anzi Germana (mi ha chiesto lei di chiamarla così) non è sola, con lei ci sono anche Dario Starace, batterista, codirettore artistico e coproduttore insieme a lei, Dario John Lillo, chitarrista, e Francesco Luzzio, batterista.

La sua squadra la potete trovare su fb, su Instagram, ma su di lei non ci sono assolutamente notizie, provare per credere..

“..Voglio essere libera, libera di non definirmi, di spaziare nei miei studi, mischiare generi, provare nuovi sound, esercitarmi in quello che voglio sperimentando in continuazione..
Vecchio, nuovo, e poi di nuovo antico, antichissimo, e ancora nuovo, attuale..
Passato+presente= futuro (è stato qui che ho deciso di fermarmi per non dire troppo)..
È una sensazione stupenda essere padroni di se stessi, avere tante cose dentro da fare uscire e sarebbe troppo frustrante accettare un contratto anche bello sostanzioso ma poi perdersi dietro il non essere nemmeno ascoltati..”

Più le si parla e più ci si rende conto della sua necessità di crearsi il suo spazio per poi capire il momento giusto per inserirsi, senza fretta, nel frattempo continuando a studiare, approfondendo altre passioni come la trap, l’hip hop, il rap melodico, come diluirli con il barocco classico, Madame, Rosalia.

Chiacchierando si arriva a parlare del suo album, delle sue tematiche pesanti ma border line perché affrontate mantenendo sempre una certa delicatezza e leggerezza, delle due tracce “speciali” per metriche e cadenze tutte loro (in latino arcaico), dell’aiuto fondamentale della sorella, il suo tutto sia umanamente che artisticamente, del suo vestiario e del suo vecchio soprannome, la zingarella..

E si il soprannome, quel soprannome poi che le ha fatto prendere certe scelte..
Perché se a casa ti vestono a casaccio magari a scuola ti prendono in giro e ne soffri..
Magari si protrae un po’ troppo, diventi un adolescente, e arrivati lì diventa sempre un po’ più difficile..
Ma se sei bravo, anzi, se sei paziente, poi da essere il tuo punto debole diventa il tuo punto di forza, se ci sei passato puoi aiutare gli altri che magari sono meno forti, anzi, meno pazienti, e se ti facevano sentire strana amen, tanto oggi è uno stile che senti solo tuo, è solo tu decidi se la zingarella è figa senza occhiali da sole e foulard.

 

Giuseppe De Giosa

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